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Casa con due camere da letto e balcone vicina alla metro A

Indirizzo

Via Cividale del Friuli, 13 – Roma

Dimensioni

73 mq

Camere

3

300.000

In esclusiva per Elisa Rachmaninov Studio Immobiliare, casa di 73 mq commerciali vicina alla fermata Metro A “Ponte Lungo”, ottimamente suddivisa e in buone condizioni manutentive. Ingresso ampio e aperto verso le camere da letto e il soggiorno, un bagno comodo con box doccia e vasca da bagno, un salottino accogliente e con zona cottura a vista, con piccoli spazi sfruttati come ripostigli. La ristrutturazione del 2004 ha permesso di creare una zona soggiorno con angolo cottura a vista, recuperando una cameretta singola e organizzando meglio gli spazi. La zona notte ha anche una camera da letto standard, mentre il salottino ospita una parete attrezzata, un tavolo per 4 e un divano 3 posti. Nella zona living è presente un balconcino che può accogliere piante e un tavolino singolo, mentre la cucina aperta sul salotto, ha una finestra vicino alla zona cottura e un muretto da colazione all’americana che divide e definisce la zona conversazione dalla zona pranzo. Gli infissi sono in buone condizioni e nel condominio non sono previsti lavori di ristrutturazione importanti, l’appartamento si trova ottimamente collegato sia treno (Stazione Tuscolana a due passi) che linea metro. La casa si trova alle spalle di piazza Re di Roma ed è servita sia da attività commerciali che scuole. Per il parcheggio è facile trovare posti auto con una spesa mensile che varia intorno 120 euro mensili, nelle numerose autorimesse della zona.

Dove si trova?


Info zona


Quartiere sempre più richiesto da studenti – per via dei servizi e trasporti che collegano agevolmente il quartiere con il resto della città – Metro A fermata ponte lungo a 200 metri dall’abitazione. Piazza dei Re di Roma alle spalle dell’appartamento, polo commerciale e di vita di quartiere. La zona offre i vantaggi tipici di chi abita a due passi dal centro storico romano e dalle università. Perfetto connubio per chi si sposta con i mezzi di trasporto per lavoro. Il quartiere include la zona dell’Alberone, che si sviluppa sul lato destro (sud-ovest) di via Appia Nuova, fra il vallo della ferrovia (ponte Lungo), villa Lazzaroni e via Latina. Fu uno dei primi quartieri operai della città, sorto tra i primi del Novecento e gli anni quaranta. Il toponimo deriva da un secolare leccio, detto l’Alberone per il suo aspetto davvero monumentale e la sua altezza di più di venti metri; cresceva lungo via Appia Nuova, nei pressi dell’incrocio con via Gino Capponi. L’Alberone identificava la zona anche molto prima della costruzione degli edifici circostanti e da esso prese nome l’abitato circostante e la piazza situata nelle sue adiacenze. La popolare linea del “tranvetto azzurro” lambiva le chiome dell’albero; esso collegava la stazione Termini a Cinecittà e compare in numerosi film. Il leccio secolare, aggredito da parassiti, sostenuto da un muretto di mattoni, morì nell’inverno 1980-81 e il suo abbattimento avvenne alla presenza degli abitanti del quartiere, che, considerando l’albero un segno di identità della loro zona, vollero presenziare al triste momento. La sostituzione del grande albero, ritenuta doverosa anche per il valore simbolico che l’albero aveva sempre avuto, si è rivelata assai difficoltosa. Nel 1986, al suo posto fu piantato un leccio centenario. Anche questo esemplare ha avuto una triste sorte: dopo ventotto anni fu danneggiato da un forte temporale il 7 novembre 2014, e fu abbattuto. Il 21 novembre successivo, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, è stato impiantato, al posto dell’albero abbattuto, un altro leccio, alto dieci metri, con un’età di un secolo e mezzo. Forse per scarsa manutenzione, anche questo esemplare si è seccato nel giro di pochi mesi, nell’ottobre del 2015, non avendo attecchito al terreno. Essendo ancora in garanzia, il vivaio provvide alla sostituzione, ma nel momento dell’impianto il nuovo esemplare fu danneggiato così gravemente che il Comune si rivolse a un altro vivaio, che curò l’impianto dell’attuale albero, il quarto della storia: un giovane leccio di venti anni, alto sei metri, piantato all’inizio del novembre 2015. Il nuovo esemplare ha il compito di testimoniare che l’Alberone, sin da quando sorsero i primi palazzi intorno a esso, è sentito dagli abitanti come un simbolo comunitario che identifica la zona, differenziandola dalla restante area del quartiere Appio-Latino.